IN HOUSE: NON BASTA POTERLO FARE

IN HOUSE: NON BASTA POTERLO FARE. BISOGNA DIMOSTRARE CHE CONVIENE.

Una recente segnalazione dell’AGCM sull’affidamento del #trasporto #ferroviario #regionale della Campania a EAV offre uno spunto che va ben oltre il singolo caso.

Il punto centrale è il rapporto tra affidamento in house, risultati della gestione e obbligo di motivazione.

L’Autorità ricorda infatti che, per un nuovo affidamento in house, i dati della precedente gestione costituiscono un «ingrediente imprescindibile» della motivazione qualificata richiesta dall’art. 17 del d.lgs. 201/2022.

Occorre quindi guardare ai risultati concretamente ottenuti: efficienza, rispetto degli obblighi contrattuali, qualità del servizio, soddisfazione degli utenti e capacità di realizzare gli investimenti.

E i numeri richiamati dall’AGCM sono significativi.

Nel 2025 la produzione chilometrica di EAV è risultata inferiore del 7,5% rispetto al Piano Programma e del 29,8% rispetto al PEF.

Sulla Circumvesuviana – che rappresenta oltre l’80% dei viaggiatori EAV – il 44,3% dei treni ha registrato ritardi superiori a 5 minuti e il 6,3% superiori a 15 minuti.

Nel 2024, inoltre, i passeggeri risultavano ancora 5 milioni in meno rispetto al 2019 (-12%), mentre nello stesso periodo il prezzo medio per utente è aumentato di oltre il 30%.

Il messaggio che emerge dalla segnalazione è importante:
– La questione non è più soltanto stabilire se l’Amministrazione possa ricorrere all’in house;
– La vera questione è se sia in grado di dimostrare, sulla base di dati e risultati verificabili, perché il mancato ricorso al mercato sia giustificato.

È un cambio di prospettiva rilevante: la motivazione dell’affidamento diventa una verifica concreta delle performance del gestore. In altre parole: l’in house non può essere una scelta per inerzia. Deve essere una scelta dimostrata.

#InHouse #ServiziPubblici #Concorrenza #AGCM #TrasportoPubblico #DirittoAmministrativo

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