CONCESSIONI BALNEARI: VENEZIA E CARRARA, DUE MODELLI A CONFRONTO

CONCESSIONI BALNEARI: VENEZIA E CARRARA, DUE MODELLI A CONFRONTO

Nella stessa Gazzetta Ufficiale del 22 agosto 2026, due Comuni seguono percorsi significativamente diversi per il rilascio di concessioni demaniali marittime turistico-ricreative.

A Carrara, come abbiamo visto, la procedura nasce dall’istanza di un privato, pubblicata ai sensi dell’art. 18 Reg. cod. nav., con possibilità di presentare domande concorrenti.

A Venezia, invece, il Comune parla espressamente di “procedura ad evidenza pubblica”, avviata con proprio Avviso pubblico per l’affidamento di un’area destinata a stabilimento balneare al Lido.

Ed emerge anche un elemento importante sul piano della trasparenza della gara.

A seguito di una diffida a demolire è cambiata la superficie coperta complessiva degli edifici di servizio. Il Comune ha quindi modificato la documentazione di gara e prorogato di 30 giorni il termine per la presentazione delle offerte, ora fissato al 23 settembre 2026.

Una scelta coerente con l’esigenza che le condizioni rilevanti della concessione siano definite dalla P.A. e siano conosciute dai concorrenti prima della presentazione delle offerte.

Il confronto è interessante: stesso demanio marittimo, stessa finalità turistico-ricreativa, ma due impostazioni procedimentali diverse.

E alla luce di Cons. Stato n. 10131/2024 e n. 1128/2025 e degli interventi dell’AGCM, che privilegiano procedure competitive previamente indette dalla P.A. rispetto al tradizionale procedimento avviato su istanza di parte, la differenza non sembra affatto secondaria.

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