⚖️ Balneari: la Corte di giustizia UE non cambia rotta

⚖️ Balneari: la Corte di giustizia UE non cambia rotta. Ma precisa un punto decisivo.

L’ordinanza della Corte di giustizia del 10 luglio 2026 (C-574/25, Balneari Rimini II) merita di essere letta con attenzione, evitando semplificazioni.

Molti hanno parlato di una “svolta”. In realtà, la Corte non smentisce la propria giurisprudenza (Promoimpresa, Comune di Ginosa e SIIB), ma introduce una precisazione di grande rilievo pratico.

📌 Il punto centrale è la scarsità della risorsa naturale.

La Corte ribadisce che l’art. 12 della direttiva Bolkestein si applica solo se il numero delle autorizzazioni è limitato dalla scarsità della risorsa naturale. Ma aggiunge che la verifica di tale scarsità spetta all’autorità nazionale competente, sotto il controllo del giudice nazionale.

Inoltre, conferma che:

✅ la valutazione può essere effettuata con un approccio nazionale, generale e astratto, oppure con un approccio caso per caso, o ancora combinando i due criteri, purché siano rispettati i principi di obiettività, trasparenza, proporzionalità e non discriminazione;

✅ il giudice nazionale dovrà verificare se, nel caso concreto, l’autorità competente abbia realmente applicato tali criteri e se il Comune potesse eventualmente discostarsi dalla valutazione nazionale sulla base delle specificità del proprio territorio.

La Corte, invece, non accoglie la tesi secondo cui le concessioni balneari sarebbero escluse dall’ambito della direttiva servizi o che le proroghe legislative possano sottrarle all’applicazione del diritto dell’Unione.

Anzi, afferma espressamente che è irrilevante che la concessione sia stata originariamente rilasciata prima del 28 dicembre 2009: al momento della proroga o del rinnovo continua a trovare applicazione la direttiva 2006/123. Corte-di-giustizia-ordinanza-10-luglio-2026-Balneari-Rimini-II-causa-C-574-25.pdf

La vera novità, quindi, non riguarda l’obbligo delle gare in sé, ma il fatto che la loro necessità dipende da un accertamento serio e motivato della scarsità della risorsa, che non può essere dato per presunto.

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