<<Al centro dell’impugnazione c’è ora la compatibilità tra l’ordinamento comunitario e l’articolo 193 del Codice degli Appalti, nella parte in cui impone all’ente concedente di inserire il diritto di prelazione a favore del promotore nelle operazioni di project financing. Secondo i ricorrenti, questo istituto è in contrasto con i principi di parità di trattamento e libera concorrenza stabiliti dalla direttiva 2014/23/Ue. Per questo motivo, l’associazione ha sollevato una questione di legittimità costituzionale e chiede alla Cassazione di interpellare la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, affinché valuti la conformità della normativa italiana rispetto ai vincoli europei.
La vertenza riguarda una questione giuridica che ha recentemente interessato altre infrastrutture liguri, come la Marina di Imperia, ma con diverse dinamiche procedurali. Nel caso di Imperia, infatti, l’orientamento comunitario sull’illegittimità della prelazione nei project financing ha portato la società in house del Comune a intervenire in fase di consultazione preliminare, revocando la procedura da 159 milioni di euro, e a riscrivere i criteri di gara per escludere corsie preferenziali per i proponenti. A Lavagna, invece, l’iter amministrativo aveva già raggiunto la fase conclusiva di aggiudicazione: qui il Comune si trova a dover difendere un bando ormai formalizzato, forte del pronunciamento favorevole emesso in secondo grado.>>

