🚄 Concorrenza ferroviaria: quando Antitrust e regolatore devono parlare la stessa lingua.
Con il provvedimento n. 32001, l’AGCM ha disposto la sospensione degli Impegni 2 e 3 assunti da RFI nell’ambito dell’istruttoria sull’accesso al mercato dell’alta velocità da parte di SNCF Voyages Italia. La ragione è significativa: è nel frattempo intervenuto un procedimento dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) destinato a riscrivere le regole sull’accesso equo e non discriminatorio all’infrastruttura ferroviaria.
La decisione merita attenzione sotto un profilo più generale.
Non si tratta di un arretramento nella tutela della concorrenza, bensì del riconoscimento che, in un settore regolato, gli strumenti antitrust non possono prescindere dall’evoluzione della disciplina di settore. Se il quadro regolatorio è destinato a cambiare in tempi ravvicinati, imporre misure transitorie che rischiano di essere superate pochi mesi dopo potrebbe creare incertezza e duplicazioni.
Il provvedimento evidenzia quindi il delicato equilibrio tra:
⚖️ applicazione del diritto della concorrenza;
🚆 regolazione dell’accesso alle infrastrutture essenziali;
🏛️ coordinamento istituzionale tra AGCM e ART.
Sarà ora interessante verificare se la futura regolazione dell’ART riuscirà a garantire un accesso realmente efficace, trasparente e non discriminatorio alla rete AV, favorendo l’ingresso di nuovi operatori senza compromettere l’efficienza della gestione dell’infrastruttura.
Il caso conferma, ancora una volta, che nei mercati regolati la concorrenza non dipende soltanto dalle sanzioni, ma soprattutto dalla qualità delle regole.
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